17 maggio 2007
16 maggio 2007
Il dialetto ebolitano e l' etimologia greca
Le ripetute visite al centro antico di Eboli, al museo archeologico e alla mediateca, le esplorazioni del territorio, durante l’ orario scolastico ed extra-scolastico, sono stati i presupposti e la cornice della ricerca territoriale sui contenuti previsti dalla programmazione del curricolo locale riservato alle classi terze della nostra Scuola.
Quest’ anno, tra le unità di apprendimento, abbiamo scelto di approfondire la prima, laddove si parla degli insediamenti greci alla fine del VIII sec. a.C., con un lavoro di ricerca e comparazione linguistica tra il dialetto ebolitano e il greco antico.
Già lo scorso anno ci occupammo in modo specifico della tradizione orale di Eboli, e gli Alunni si cimentarono nei proverbi ebolitani, recitandoli anche al microfono con pubblicazione sul radio blog del “Caffè Letterario Puntoedu”: http://caffeletterariopuntoedu.splinder.com/ Ascolta i "PROVERBI IEVULESI" nel menu in alto a destra.
Punto di riferimento per la suddetta comparazione linguistica è stato il libro del prof. Costantino Pirone “Contributi di ricerche sulle origini della Città di Eboli”, una copia del quale, con dedica, mi fu donata dallo stesso autore anni fa.
La tesi dell’ influenza diretta della lingua greca antica sul dialetto ebolitano, ci è sembrata molto interessante, suggestiva, e suffragata da prove.
La scelta di occuparci di una simile ricerca è nata soprattutto dalla constatazione che il dialetto è, per i bambini di oggi, quasi una lingua straniera, perché poco conosciuta e raramente compresa.
E la lingua, si sa, è tra i “reperti” più significativi della cultura locale. Non si può fare ricerca territoriale senza occuparsi anche della lingua locale.
Siamo partiti dunque alla scoperta di questa misteriosa lingua attraverso le testimonianze familiari e parentali. I bambini hanno chiesto alle persone di famiglia di una certa età se conoscevano il significato e la rispettiva traduzione in italiano di alcuni termini dialettali.
In classe avevo loro presentato alcuni vocaboli in tre versioni: dialetto, greco antico e italiano, facendo notare la somiglianza straordinaria con il greco antico di molti vocaboli del nostro dialetto.
Dall’ inchiesta fatta dai bambini è nato un lavoro molto interessante sotto il profilo dell’ appartenenza culturale, destando in essi una grande meraviglia, mista ad orgoglio, e una rivalutazione della lingua locale, considerata fino ad allora, non solo lingua estranea, ma deprecabile perché “non colta”.
La preparazione di tabelle comparative, le inchieste, hanno portato alla scoperta dell’ etimologia, e, attraverso l’ uso del dizionario, se n’ è avvantaggiato anche l’ italiano.
L' ultimo vocabolo (catacatascia) è risultato molto affascinante. Anche per me il dialetto era, durante gli anni giovanili, una lingua quasi straniera. La riscoperta del dialetto come lingua “nobile” è stata per i bambini un grande evento.
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Angela
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mercoledì, maggio 16, 2007
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Etichette: etimologia, lingua locale, ricerca territoriale, storia
15 maggio 2007
Officina Koiné: una bellissima esperienza
I giudici Falcone e Borselino ai quali è intitolata la villa, sequestrata alla camorra
Si scende ad esplorare una grotta
il bisonte di Simone


Tutti artisti
pitture rupestri
dopo la merenda
relax in giardno

Passando per Picasso...
la semplficazione delle immagini

il laboratorio artistico

educazione alla legalità

Officina Koinè è un'associazione culturale nata nel 1999 dall'esigenza fondamentale di conoscenza e comunicazione. Si sviluppa e cresce intorno a temi fondamentali quali lo sviluppo territoriale; si fonda e radica sulle persone, partendo dal presupposto che la capacità critica di ciascun individuo è lo strumento più alto per dare sicurezza ai propri atti, e possibilità di evoluzione caratteriale.
Officina Koinè è un pensiero innovativo che cerca tramite l'aggregazione di persone e l'utilizzo di metodologie sempre in progress l'attuazione di una progettazione complessa ed organica.
L' Officina è Koinè in quanto l'etimologia del termine, di origine greca, identificava dapprima la lingua colta dell'Attica fino al IV sec. a.C.; quando poi questa lingua divenne comune a tutta la Grecia e successiavmente ai Paesi ellenizzati del Mediterraneo, nella lingua italiana il termine per estensione è diventato sinonimo di linguaggio universale, comune a tutti. Officina Koinè ha come obiettivo primario quindi far divenire “il territorio” un linguaggio comune a tutti, un patrimonio collettivo, affermando la necessità di vivere il sapere come esperienza personale e partecipazione attiva, proponendo un metodo di conoscenza della realtà che non sia più distaccato, che non passi solo attraverso un immagazzinamento passivo di informazioni, ma che si realizzi come elaborazione critica di esse.
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Angela
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martedì, maggio 15, 2007
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La gita a Matera
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martedì, maggio 15, 2007
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Etichette: didattica, storia, viagio d' istruzione
Visita alla Biblioteca Comunale e Mediateca
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martedì, maggio 15, 2007
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Etichette: didattica, ricerca territoriale, storia
01 maggio 2007
Video sugli insetti
A destra, sotto la barra della musica, dove è scritto insetti, se aspettate che si carichino i 4 video, vedrete delle cose molto carine. Per goderli, cliccate su uno dei quattro, uno alla volta, e questi si trasferirà in alto, ingrandito. Poi passate ad un altro, e così via. Li ho messi perché è Primavera, e per far osservare i piccoli miracoli della Natura. Scrivete poi i vostri commenti qui e sul quaderno.
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Angela
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martedì, maggio 01, 2007
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23 aprile 2007
In attesa della gita a Matera della 3^ C
Ecco alcune foto della città prima di vederla di persona il 10 Maggio



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Angela
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lunedì, aprile 23, 2007
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15 aprile 2007
Il fiume Po, il maggiore dei fiumi italiani
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domenica, aprile 15, 2007
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14 aprile 2007
LAIKA e LA MACCHINA DEL TEMPO: contributo al romanzo su Laika della 3^ C
All’ interno di un piccolo cratere lunare, nel quale Laika si era calata, attratta dal bagliore di un oggetto metallico, la cagnetta trovò i resti di una macchina che era precipitata lì da un’ astronave tanto tempo prima.
Laika si mise in contatto telepatico con Smeraldo e gli chiese aiuto.
“Vorrei ricostruire questa strana macchina che ho trovato a pezzi in un cratere”
“Descrivimi i pezzi che hai trovato”
“Sono nove parti abbastanza grandi, alcune trasparenti, altre opache: La cosa che più mi colpisce, però, è un pezzo di forma sferica, di colore azzurro intenso”
“Mi sembra di capire di cosa si tratti…”
“C’ è un altro pezzo che sembrerebbe una chiave…”
“Prova ad accostare questo pezzo alla sfera, Laika!”
La cagnetta non se lo fece ripetere due volte; avvicinò la chiave alla sfera e subito tutti i pezzi della macchina si unirono componendo una specie di navicella spaziale in cui la sfera occupava il posto centrale sulla plancia dei comandi.
“ Avevi ragione, Smeraldo! Accostando la chiave alla sfera si è ricostruita una macchina che sembra una navicella spaziale! Il problema è, adesso, capire a cosa serva. Tu che ne pensi?”
“E’ una macchina del tempo!”
“Una macchina del tempo?”
“Sì, questa macchina serve per viaggiare nel tempo”
“Posso allora tornare sulla Terra, rivedere i miei amici, oppure andare nel futuro?”
“Certamente!!! Puoi viaggiare molto indietro, addirittura nel passato remoto, oppure nel futuro fino all’ anno 2007!”
“Perché proprio all’ anno 2007?”
“Poi vedrai…”
Il contatto telepatico tra Laika e Smeraldo si concluse a questo punto.
Laika salì sulla macchina del tempo; vide sulla plancia dei comandi due pulsanti, uno dei quali, quello a sinistra, aveva inciso l’ immagine di un lupo, e l’ altro, quello a destra, aveva la figura di un cane che indossava una tuta spaziale.
Decise di premere quello di sinistra. E la macchina fece un grande salto indietro nel tempo.
Fu una questione di pochi secondi e Laika si trovò nel Neolitico, quando gli uomini avevano imparato a coltivare la terra e ad allevare gli animali.
La macchina del tempo, con un grande scossone, si arrestò dunque proprio nel bel mezzo di un villaggio.
Fine 1^ parte
redatto da
Angela
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sabato, aprile 14, 2007
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Etichette: I sogni di Laika, romanzo a più mani e manine, scrittura creativa





