02 giugno 2007
26 maggio 2007
LAIKA NEL NEOLITICO: un nuovo brano per il romanzo su Laika
Il villaggio si trovava al centro di un’ isola circondata da un mare caldo e azzurro, folta di alberi dall’ alto fusto con molte capanne di paglia e di legno.
Gli abitanti del villaggio si spaventarono molto nel vedere quello strano oggetto da cui uscì una Laika altrettanto spaventata.
I più giovani del villaggio iniziarono una danza intorno alla macchina del tempo in onore dell’ essere venuto dallo spazio.
Laika si sentì onorata da una simile accoglienza.
Essere trattata come una dea era per lei una grande soddisfazione se pensava a come molti esseri umani trattavano gli animali.
Lo stregone del villaggio si avvicinò a Laika avvolgendola in un bagliore di luce; incidendo poi sulla zampa anteriore destra un simbolo a forma di cerchio con un triangolo al centro; il triangolo rappresentava una montagna mentre il cerchio era l’ Universo, per significare che Laika era un dono del cielo e il suo essere era l’ altezza dello Spirito.
- Oh, essere che sei venuta sotto le spoglie di un cane, aiutaci a fermare la furia del vulcano che tra poco sputerà fuoco e distruggerà il nostro villaggio! –
Non aveva ancora finito di parlare che si udì il brontolio del vulcano che si stava risvegliando da un lungo sonno.
Tutta la gente del villaggio iniziò a correre di qua e di là, terrorizzata; le madri avvolsero i figlioletti nelle pelli e se li legarono al petto; i cacciatori si armarono di lance e accette e raccolsero la popolazione più giovane per guidarla alla salvezza verso le vicine caverne.
A questo punto Laika gridò:
- Fermatevi! Ho un’ altra soluzione per la vostra salvezza! –
Mentre il villaggio era sconvolto dal terrore della prossima eruzione, Laika aveva fatto un’ altra scoperta: nell’ abitacolo della macchine del tempo c’ era un terzo pulsante che non aveva mai notato prima. Al centro vi era raffigurato un cerchio vuoto e Laika pensò che si trattasse di un orologio senza lancette. Poteva quindi servire a fermare il tempo!
Lo premette con forza e tutto si bloccò; la gente che correva, il vulcano che smise di brontolare e di emettere fumo. Nel cofano della macchina del tempo Laika trovò pure un sottomarino gonfiabile sul quale caricò con molta fatica tutti gli abitanti del villaggio ch’ erano rimasti immobili dopo il blocco del tempo.
Per un tempo indefinito la nostra eroina trasportò uomini, donne, bambini ed animali fino a che tutti furono a bordo.
Era una sensazione strana quell’ assenza di tempo: un silenzio assoluto, l’ immobilità totale che suscitavano in Laika disorientamento; essa era l’ unico essere non soggetto alla sospensione del tempo…
Il viaggio verso la salvezza era giunto al termine. Navigando sotto il mare azzurro e caldo il sommergibile emerse finalmente sulle rive di un’ Isola Bellissima, molto lontana da quella da cui erano partiti.
Era la nuova patria degli abitanti del villaggio.
Grida di gioia, ringraziamenti all’ essere venuto dal cielo a lungo echeggiarono nell’ aria cristallina dell’ Isola Bellissima, il tutto accompagnato da canti e danze in onore della salvatrice.
Nei giorni seguenti in una grande grotta fu realizzata una pittura rupestre in cui fu raffigurata la loro avventura: Laika vi appariva vestita con lo scafandro e la tuta spaziale che emetteva una grande luce.
Gli Alunni della 3^ C
Continua….
redatto da
Angela
alle
sabato, maggio 26, 2007
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Etichette: romanzo i sogni di Laika, scrittura creativa
14 aprile 2007
LAIKA e LA MACCHINA DEL TEMPO: contributo al romanzo su Laika della 3^ C
All’ interno di un piccolo cratere lunare, nel quale Laika si era calata, attratta dal bagliore di un oggetto metallico, la cagnetta trovò i resti di una macchina che era precipitata lì da un’ astronave tanto tempo prima.
Laika si mise in contatto telepatico con Smeraldo e gli chiese aiuto.
“Vorrei ricostruire questa strana macchina che ho trovato a pezzi in un cratere”
“Descrivimi i pezzi che hai trovato”
“Sono nove parti abbastanza grandi, alcune trasparenti, altre opache: La cosa che più mi colpisce, però, è un pezzo di forma sferica, di colore azzurro intenso”
“Mi sembra di capire di cosa si tratti…”
“C’ è un altro pezzo che sembrerebbe una chiave…”
“Prova ad accostare questo pezzo alla sfera, Laika!”
La cagnetta non se lo fece ripetere due volte; avvicinò la chiave alla sfera e subito tutti i pezzi della macchina si unirono componendo una specie di navicella spaziale in cui la sfera occupava il posto centrale sulla plancia dei comandi.
“ Avevi ragione, Smeraldo! Accostando la chiave alla sfera si è ricostruita una macchina che sembra una navicella spaziale! Il problema è, adesso, capire a cosa serva. Tu che ne pensi?”
“E’ una macchina del tempo!”
“Una macchina del tempo?”
“Sì, questa macchina serve per viaggiare nel tempo”
“Posso allora tornare sulla Terra, rivedere i miei amici, oppure andare nel futuro?”
“Certamente!!! Puoi viaggiare molto indietro, addirittura nel passato remoto, oppure nel futuro fino all’ anno 2007!”
“Perché proprio all’ anno 2007?”
“Poi vedrai…”
Il contatto telepatico tra Laika e Smeraldo si concluse a questo punto.
Laika salì sulla macchina del tempo; vide sulla plancia dei comandi due pulsanti, uno dei quali, quello a sinistra, aveva inciso l’ immagine di un lupo, e l’ altro, quello a destra, aveva la figura di un cane che indossava una tuta spaziale.
Decise di premere quello di sinistra. E la macchina fece un grande salto indietro nel tempo.
Fu una questione di pochi secondi e Laika si trovò nel Neolitico, quando gli uomini avevano imparato a coltivare la terra e ad allevare gli animali.
La macchina del tempo, con un grande scossone, si arrestò dunque proprio nel bel mezzo di un villaggio.
Fine 1^ parte
redatto da
Angela
alle
sabato, aprile 14, 2007
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Etichette: I sogni di Laika, romanzo a più mani e manine, scrittura creativa
24 febbraio 2007
Continua la scrittura creativa del romanzo su Laika
- Le maschere viventi (Alfredo Infante)
- Il mostro buono (Guglielmo Pinto)
- La vecchia biblioteca (incontro con personaggi storici) (Guido Cataldo)
- La macchina del tempo (Miriam Paoletta)
- Il leone buono (Giuseppe Glielmi)
- Il dottor Gelo (Giuseppe De Prisco)
- Il fiume (umanizzazione) (Riccardo Colella)
- La regina delle nevi (il male) (Serafina Siani)
- L' albero animato (Simone Cataldo)
- L' ape regina gigante (Rocco Viscolo)
- Polvere magica (Elisabetta Santoro)
- Il paese azzurro col castello (Anna Trovato)
Gli spunti sono parecchi... Potremmo scrivere un intero romanzo. Bene, vedremo cosa utilizzare per il secondo brano collettivo su Laika.
redatto da
Angela
alle
sabato, febbraio 24, 2007
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Etichette: scrittura creativa